Fabio Volo e Claudia Pandolfi nella banda dei “Figli delle stelle”

pandolfi-volo.jpgClaudia Pandolfi in mezzo a Fabio Volo, Pierfrancesco FavinoGiuseppe Battiston e Paolo Sassanelli in un gruppo di nostalgici sognatori un po’ sfigati che ricorda I soliti ignoti di Mario Monicelli. Sono i Figli delle stelle, il film di Lucio Pellegrini nelle sale dal 22 ottobre, una commedia divertente, grottesca e surreale con un forte legame con la realtà.

La Pandolfi, vista di recente al cinema ne La prima cosa bella di Paolo Virzì e tornata in tv nei panni dell’ispettore Giulia in Distretto di Polizia 10 è l’unica donna del gruppo e suo trait d’union. L’attrice si è molto divertita a interpretare Marilù, una giornalista “che non sa come gestire la sua vita e il suo lavoro, si lascia travolgere dagli eventi e si mette sempre nei guai”. Accanto a lei nella banda ci sono un giovane portuale di Marghera (Fabio Volo), un professore precario cronico (Favino) che si arrangia lavorando in Autogrill, un rancoroso assistente di sociologia (Battiston), e un uomo appena uscito di galera (Sassanelli). Tutti accomunati da un disagio esistenziale, hanno superato i 35 anni e sono ancora precari in attesa di una collocazione nel mondo e, delusi dalla politica, tentano una missione impossibile: rapire un ministro e chiedere il riscatto. L’impresa è pura follia e nella “sfiga” generale per errore rapiscono il politico sbagliato, un onesto sottosegretario (Giorgio Tirabassi). Tra fughe e imprevisti, il gruppo si rifugia sui monti della Valle d’Aosta in una casetta chiusa da 30 anni piena di cimeli, tute da sci anni ’80 e dischi vintage e l’intera comunità del villaggio li aiuterà salvo poi tirarsi indietro nell’ipocrisia generale.

“Volevamo fare una commedia ancorata alla realtà come quelle degli anni ’60 e ’70 – ha detto Lucio Pellegrini – c’è un chiaro riferimento a Monicelli e al suo sguardo ironico sui perdenti. Volevo raccontare il disagio della gente che non si sente rappresentata dai politici ma anche l’ipocrisia diffusa. Il titolo nasce dalla canzone, uno dei dischi che abbiamo immaginato si potessero trovare in una casa chiusa da tempo e unisce i personaggi così come il disagio. E’ un film astratto e di fantasia che racconta con ironia una generazione inadeguata che ha difficoltà a sognare”. 

E Fabio Volo, d’accordo sull’attualità del film, si è detto felice soprattutto per aver portato a casa un ricordo vintage: “Sono stato contento di fare il personaggio quando ho saputo che avrei indossato il giubotto jeans con il pellicciotto per tutto il film; è come quello che portavo da piccolo e mia madre mi ha buttato. Ho chiesto di poterlo tenere dopo le riprese, ce l’ho qui a Roma dove ancora si usa. A Milano mi vergongo a indossarlo!”

Fabio Volo e Claudia Pandolfi nella banda dei “Figli delle stelle”ultima modifica: 2010-10-18T22:14:54+02:00da max-payne478
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